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La Storia 2018-07-27T07:46:27+00:00

Sagra dei “Ossi de mas-cio”
Una storia lunga 40 anni

Nel 1979 le associazioni combattentistiche di Longare pensarono di organizzare una festa nella zona Secula, il primo sabato e domenica di settembre.

Per i primi quattro anni montarono, nel cortile privato adiacente al magazzino attrezzi di un’impresa edile, un capannone, una pista da ballo ed uno stand per la vendita di lavoretti fatti a mano dal gruppo missionario della parrocchia.

Successivamente, per consentire i lavori di restauro e recupero della corte, ora “La corte dei ciliegi”, la festa si spostò nella vicina Via Chiesetta Valmarana, strada tranquilla e riservata solo ai residenti.

Dal 1995, visto il successo della festa, il grande afflusso di persone e la ristrettezza degli spazi a disposizione, con l’accordo del parroco di allora, si decise di trasformarla in sagra parrocchiale in sostituzione di quella tradizionale di ottobre e di spostare tutte le attività negli spazi adiacenti la chiesa di Longare.

Questa sagra ogni anno ha registrato un crescendo di interesse da parte della gente che viene anche da altri paesi e province per assaggiare la nostra specialità: gli “Ossi de mas’cio” con il cren.

Da un maiale vengono ricavate solo due porzioni: gli ossi del collo che sono più saporiti e ricchi di carne, vengono bolliti con le adeguate verdure per ben tre ore.

Il cren viene raccolto nella zona dai nostri volontari, grattugiato a mano e miscelato con aceto.

Alcuni dei “Cuochi”, che ancora lavorano con passione per la sagra, sono gli stessi di 40 anni fa, nel frattempo hanno insegnato i trucchi del mestiere ad altri giovani per continuare a far vivere questo piatto povero della nostra tradizione contadina.

La sagra nel corso degli anni si è andata sviluppando con varie iniziative, stand gastronomico con altri piatti, mostre, area giovani, enoteca, serate musicali per giovani ed adulti, pesca di beneficienza e molto altro.

La sagra dei “ossi de mas-cio” è diventata un appuntamento imperdibile per tante persone perché hanno l’opportunità di ritrovare un piatto della nostra tradizione contadina e di stare insieme in un ambiente sereno e gioioso.